Perché l'università online è pensata per chi lavora
- Lezioni sempre disponibili: si studia la sera, nel weekend, in pausa pranzo, dal telefono.
- Appelli durante tutto l'anno: gli esami si incastrano tra ferie e scadenze di lavoro.
- Nessun obbligo di frequenza in aula per le lezioni.
- Un tutor che ti ricorda le scadenze e ti aiuta a non perdere il ritmo.
I diritti dello studente lavoratore
Lo Statuto dei lavoratori (legge 300/1970, articolo 10) riconosce ai lavoratori studenti permessi retribuiti per sostenere gli esami e il diritto a turni che agevolino la frequenza e la preparazione. Molti contratti collettivi prevedono inoltre i permessi per il diritto allo studio, le cosiddette 150 ore. Le condizioni precise dipendono dal tuo contratto: vale la pena chiedere all'ufficio del personale.
Molti atenei prevedono anche l'iscrizione come studente a tempo parziale, con un carico annuale ridotto; il modulo è nella nostra modulistica.
L'esperienza vale crediti
Esperienze professionali, corsi aziendali, certificazioni e carriere universitarie interrotte possono essere riconosciute come CFU, nei limiti previsti dalla legge e dall'ateneo. Ogni credito riconosciuto è un esame in meno: per questo, prima di iscriverti, chiedi la valutazione gratuita della carriera.
Un metodo che funziona
- Scegli un corso coerente con il lavoro che fai o che vuoi fare: la motivazione regge meglio.
- Fissa un numero realistico di esami per semestre (due o tre per chi lavora a tempo pieno).
- Blocca in agenda le ore di studio come fossero appuntamenti.
- Alterna un esame «pesante» a uno più leggero.
- Usa il tutor: è lì per aiutarti quando rallenti.

